TSRM

 


TSRM Silvia Galli

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Tesi di Laurea
Anno Accademico 2008/2009

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Dalla mammografia analogica alla mammografia digitale:
bilancio tecnico dopo due anni dell'utilizzo del mammografo digitale nell'U.O. di Radiologia dell'Ospedale Maggiore di Cremona.

Con questa ricerca si vuole valutare l’impatto dell’utilizzo del nuovo mammografo digitale GE modello Senographe 2000 DS della sezione di Senologia dell’Unità Operativa dell’Azienda Ospedaliera di Cremona in termini di ingrandimenti, ripetizione di proiezioni standard, di tempi d’esecuzione dell’esame, presenza di artefatti e somministrazione della dose per le pazienti. Si sono presi in considerazione, inoltre, i vantaggi e le eventuali problematiche relativi al sistema di archiviazione con il PACS.
Si è deciso di inquadrare l’argomento partendo con brevi cenni di anatomia e fisiologia della mammella; seguono una breve descrizione delle apparecchiature analogica e digitale, una descrizione delle proiezioni eseguite durante l’esame mammografico, arrivando al bilancio tecnico del passaggio da sistema analogico a quello digitale.
Obiettivi:
- Valutazione dei vantaggi e svantaggi per il passaggio dalla mammografia analogica a quella digitale
- Riscontro delle problematiche tecniche riguardanti l’impiego della nuova apparecchiatura mammografica digitale
- Identificazione delle eventuali problematiche relative al processo di archiviazione delle immagini per il passaggio al PACS.
Materiali e Metodi: per il sistema digitale sono state esaminate mammografie di screening e mammografie cliniche effettuate dal mese di aprile 2007 al mese di aprile 2009; gli esami riguardano pazienti di sesso femminile con età media di 55 anni e 21 pazienti di sesso maschile. Nel caso delle mammelle femminili sono state eseguite le proiezioni standard cranio-caudale e obliqua, mentre per i pazienti maschili solo la proiezione obliqua. Le informazioni sono state acquisite grazie all’utilizzo del sistema RIS (Edi-Agfa), al PACS (Philips) in uso presso l’Azienda Ospedaliera di Cremona. Per quanto riguarda gli esami mammografici effettuati con il sistema analogico, è stato preso in considerazione un campione di 6 mesi (febbraio-agosto 2006), visionando le mammografie di screening e cliniche presenti nell’archivio del Centro di Senologia dell’Ospedale Maggiore di Cremona. E’ stato effettuato un conteggio degli ingrandimenti eseguiti, delle proiezioni ripetute e dei particolari mirati realizzati.
Sono stati valutati i tempi d’esecuzione dell’esame con apparecchiatura analogica e con apparecchiatura digitale.
Per la valutazione della dose somministrata, sono stati valutati i rilevamenti dosimetrici effettuati dal Servizio di Fisica Sanitaria dell’Ospedale Maggiore di Cremona.
Risultati: il bilancio è sicuramente positivo. L’utilizzo della nuova apparecchiatura non ha dato particolari problemi dal punto di vista tecnico; occorrerà ancora del tempo per testare la tecnologia digitale per valutarne la durata ed il mantenimento della qualità nel tempo, oltre che le capacità di assistenza da parte delle ditte.
Il Servizio di Fisica Sanitaria non ha individuato particolari questioni legate agli artefatti del sistema digitale; ha sicuramente evidenziato una riduzione della dose somministrata durante l’esame mammografico rispetto all’impianto analogico per la presenza dei dispositivi di controllo automatico dell’esposizione e dell’AOP.
Per quanto riguarda il PACS, non sono stati riscontrati specifici problemi; il sistema di archiviazione deve essere perfettamente funzionante e integrato nella rete informatica dell’Azienda Ospedaliera; si potrebbero verificare problemi a livello di rete, ma non sono di competenza del TSRM.
Conclusioni: I principali vantaggi che la mammografia digitale offre sono legati principalmente alla separabilità dei processi di acquisizione, registrazione e visualizzazione dell’immagine e alla loro singola ottimizzazione.
L’utilizzo di rivelatori digitali permette di ottenere un’ampia dinamica di acquisizione, una risposta lineare senza soglia e una diminuzione del rumore, che portano al miglioramento della qualità dell’immagine radiografica, con possibilità di variare la finestra “ottica” in fase di rielaborazione di immagine. Vantaggioso è, quindi, il post-processing; l’ausilio del computer, mediante algoritmi di elaborazione, rende la mammografia digitale flessibile ad ogni trasformazione dell’immagine, migliorando la possibilità di interpretazione dell’esame e dunque incrementando l’accuratezza diagnostica
Si assiste alla riduzione dei costi per lo sviluppo delle immagini, senza necessità di sviluppatrici dedicate; la fase di documentazione delle immagini digitali si può avvalere del trasferimento elettronico di informazioni ad un mezzo fisico come il CD o la pellicola laser (mediante sviluppatrice che non utilizza chimici di sviluppo ma registra l’immagine su un film tramite raggio laser).
L’acquisizione, la trasmissione, l’archiviazione e la visualizzazione delle informazioni digitali è possibile se esiste a monte un sistema di gestione (PACS). L’immissione delle immagini in un sistema PACS permette anche la trasmissione delle informazioni ad esse connesse anche a fonti più lontane (DICOM = Digital imaging and Communication in Medicine).
La capacità di visualizzazione in real time nell’acquisizione diretta consente rapido accesso all’immagine sia nella fase di acquisizione, sia nella fase di interpretazione con maggiore produttività.
E’ importante, inoltre, che il TSRM non abbia solo una buona preparazione dal punto di vista tecnico-pratico, ma, con le nuove tecnologie, le sue conoscenze devono allargarsi anche in ambito informatico.

Relatore
Prof. Roberto Maroldi

Correlatore
Dr.ssa Maria Bodini

Tesi di laurea di

GALLI SILVIA

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ultimo aggiornamento di questa pagina: 16 February, 2011