Con
questa ricerca si vuole valutare l’impatto dell’utilizzo
del nuovo mammografo digitale GE modello Senographe 2000 DS
della sezione di Senologia dell’Unità Operativa
dell’Azienda Ospedaliera di Cremona in termini di ingrandimenti,
ripetizione di proiezioni standard, di tempi d’esecuzione
dell’esame, presenza di artefatti e somministrazione
della dose per le pazienti. Si sono presi in considerazione,
inoltre, i vantaggi e le eventuali problematiche relativi
al sistema di archiviazione con il PACS.
Si è deciso di inquadrare l’argomento partendo
con brevi cenni di anatomia e fisiologia della mammella; seguono
una breve descrizione delle apparecchiature analogica e digitale,
una descrizione delle proiezioni eseguite durante l’esame
mammografico, arrivando al bilancio tecnico del passaggio
da sistema analogico a quello digitale.
Obiettivi:
- Valutazione dei vantaggi e svantaggi per il passaggio dalla
mammografia analogica a quella digitale
- Riscontro delle problematiche tecniche riguardanti l’impiego
della nuova apparecchiatura mammografica digitale
- Identificazione delle eventuali problematiche relative al
processo di archiviazione delle immagini per il passaggio
al PACS.
Materiali e Metodi: per il sistema digitale
sono state esaminate mammografie di screening e mammografie
cliniche effettuate dal mese di aprile 2007 al mese di aprile
2009; gli esami riguardano pazienti di sesso femminile con
età media di 55 anni e 21 pazienti di sesso maschile.
Nel caso delle mammelle femminili sono state eseguite le proiezioni
standard cranio-caudale e obliqua, mentre per i pazienti maschili
solo la proiezione obliqua. Le informazioni sono state acquisite
grazie all’utilizzo del sistema RIS (Edi-Agfa), al PACS
(Philips) in uso presso l’Azienda Ospedaliera di Cremona.
Per quanto riguarda gli esami mammografici effettuati con
il sistema analogico, è stato preso in considerazione
un campione di 6 mesi (febbraio-agosto 2006), visionando le
mammografie di screening e cliniche presenti nell’archivio
del Centro di Senologia dell’Ospedale Maggiore di Cremona.
E’ stato effettuato un conteggio degli ingrandimenti
eseguiti, delle proiezioni ripetute e dei particolari mirati
realizzati.
Sono stati valutati i tempi d’esecuzione dell’esame
con apparecchiatura analogica e con apparecchiatura digitale.
Per la valutazione della dose somministrata, sono stati valutati
i rilevamenti dosimetrici effettuati dal Servizio di Fisica
Sanitaria dell’Ospedale Maggiore di Cremona.
Risultati: il bilancio è sicuramente
positivo. L’utilizzo della nuova apparecchiatura non
ha dato particolari problemi dal punto di vista tecnico; occorrerà
ancora del tempo per testare la tecnologia digitale per valutarne
la durata ed il mantenimento della qualità nel tempo,
oltre che le capacità di assistenza da parte delle
ditte.
Il Servizio di Fisica Sanitaria non ha individuato particolari
questioni legate agli artefatti del sistema digitale; ha sicuramente
evidenziato una riduzione della dose somministrata durante
l’esame mammografico rispetto all’impianto analogico
per la presenza dei dispositivi di controllo automatico dell’esposizione
e dell’AOP.
Per quanto riguarda il PACS, non sono stati riscontrati specifici
problemi; il sistema di archiviazione deve essere perfettamente
funzionante e integrato nella rete informatica dell’Azienda
Ospedaliera; si potrebbero verificare problemi a livello di
rete, ma non sono di competenza del TSRM.
Conclusioni: I principali vantaggi che la mammografia digitale
offre sono legati principalmente alla separabilità
dei processi di acquisizione, registrazione e visualizzazione
dell’immagine e alla loro singola ottimizzazione.
L’utilizzo di rivelatori digitali permette di ottenere
un’ampia dinamica di acquisizione, una risposta lineare
senza soglia e una diminuzione del rumore, che portano al
miglioramento della qualità dell’immagine radiografica,
con possibilità di variare la finestra “ottica”
in fase di rielaborazione di immagine. Vantaggioso è,
quindi, il post-processing; l’ausilio del computer,
mediante algoritmi di elaborazione, rende la mammografia digitale
flessibile ad ogni trasformazione dell’immagine, migliorando
la possibilità di interpretazione dell’esame
e dunque incrementando l’accuratezza diagnostica
Si assiste alla riduzione dei costi per lo sviluppo delle
immagini, senza necessità di sviluppatrici dedicate;
la fase di documentazione delle immagini digitali si può
avvalere del trasferimento elettronico di informazioni ad
un mezzo fisico come il CD o la pellicola laser (mediante
sviluppatrice che non utilizza chimici di sviluppo ma registra
l’immagine su un film tramite raggio laser).
L’acquisizione, la trasmissione, l’archiviazione
e la visualizzazione delle informazioni digitali è
possibile se esiste a monte un sistema di gestione (PACS).
L’immissione delle immagini in un sistema PACS permette
anche la trasmissione delle informazioni ad esse connesse
anche a fonti più lontane (DICOM = Digital imaging
and Communication in Medicine).
La capacità di visualizzazione in real time nell’acquisizione
diretta consente rapido accesso all’immagine sia nella
fase di acquisizione, sia nella fase di interpretazione con
maggiore produttività.
E’ importante, inoltre, che il TSRM non abbia solo una
buona preparazione dal punto di vista tecnico-pratico, ma,
con le nuove tecnologie, le sue conoscenze devono allargarsi
anche in ambito informatico.
|