COME
AVVIENE NEL DETTAGLIO L’ELABORAZIONE DELLE IMMAGINI OTTENUTE
ALLA TAC?
Le varie esperienze cliniche hanno evidenziato che l’affidabilità
della simulazione endoscopica dipende da una costante correlazione
con le immagini da cui essa origina, cioè il dato nativo assiale
e, dato importante, è la possibilità di visualizzare
il colon con svariate prospettive tridimensionali, riservando alla
simulazione endoscopica un ruolo integrativo e non di metodica a se
stante. Per questa ragione è oggi appropriato parlare di studio
TC dedicato del colon mediante pneumocolon o clisma ed utilizzare
il termine di colografia o colongrafia. I sistemi di visualizzazione
oggi disponibili consentono infatti di ottenere immagini endoscopiche
virtuali ed effettuare contemporaneamente una correlazione con le
immagini assiali, ricostruzioni multiplanari, modelli tridimensionali
ottenuti con tecniche di rendering di superficie o di volume.

La
simulazione endoscopica è ottenuta mediante un algoritmo definito
“ray casting”. In pratica, una volta che è stato
definito dall’operatore un punto di vista o occhio virtuale
all’interno del colon, l’algoritmo proietta raggi divergenti
da questo punto verso le pareti coliche e visualizza tutto il campo
di vista determinato dall’incrocio dei raggi stessi con le pareti
coliche. Il metodo descritto è largamente utilizzato nell’elaborazione
3D, ma la peculiarità dell’endoscopia virtuale è
data dalla generazione di una prospettiva con campo di vista a forma
conica, tipica degli
endoscopi a fibre ottiche.
La navigazione nel colon può essere effettuata in tempo reale,
ovvero indicando manualmente la direzione e visualizzando nello stesso
istante la nuova prospettiva che risulta dallo spostamento di un percorso
di navigazione. Tra gli autori non esiste una precisa indicazione
sulla direzione ottimale di navigazione (dal retto al cieco o viceversa);
in ogni caso è ragionevole pensare che la combinazione della
navigazione anterograda con quella retrograda sia preferibile, sebbene
comporti un aumento dei tempi di elaborazione. Le ragioni che portano
alla combinazione delle due direzioni sono da attribuire alla impossibilità
di evidenziare interamente la parete colica interposta tra le pliche
semicircolari in quanto queste ultime ne ostacolano la completa visualizzazione,
cosicché la parete non visualizzata nella navigazione anterograda
può essere riconosciuta in quella retrograda o viceversa.
QUAL’E’
L’ACCURATEZZA DIAGNOSTICA DELLA COLONSCOPIA VIRTUALE?
Nella nostra esperienza, in linea con la letteratura scientifica,
la colonscopia virtuale in pazienti adeguatamente preparati consente
di identificare il 95% dei polipi con diametro superiore ai 9 mm,
il 60% dei polipi di dimensioni comprese tra i 6 e i 9 mm ed il 45%
di quelli più piccoli di 6 mm. Da questi dati si evince come
tale tecnica sia in grado di identificare la maggior parte dei polipi
più grandi che sono quelli più a rischio di diventare
tumori mentre è meno brava nell’identificare quelli più
piccoli, che però hanno minore probabilità d’evoluzione
maligna.
QUALI
SONO ALLORA OGGI LE REALI INDICAZIONI ALLA COLONSCOPIA VIRTUALE?
Pur con i vantaggi sopra accennati, essa non rappresenta ancora un
esame sostitutivo, ma una tecnica integrativa della colonscopia
tradizionale; mentre ha sicuramente superato il clisma opaco.
L’indicazione principale è rappresentata dal completamento
dello studio del colon nel caso in cui la colonscopia tradizionale
sia risultata incompleta per esiti aderenziali post-chirurgici, per
anomalie anatomiche come nei casi di dolicocolon. Può essere
inoltre impiegata qualora un’importante diverticolite con periviscerite
renda rischioso il proseguimento del fibroscopio. Non essendo influenzata
da ostacoli meccanici invalicabili, nel caso di neoformazioni occlusive
o subocclusive, (in questi casi, infatti, 30 colonscopie su 100 risultano
incomplete), la colon-TC può valutare i tratti intestinali
a monte dell’ostacolo, dimostrando eventuali lesioni tumorali
sincrone. Puo’ inoltre fornire una precisa localizzazione topografica
e una corretta valutazione dell’estensione extracolica.
Si sottopongono inoltre a colonscopia virtuale tutte quelle persone
che per vari motivi non tollerano la colonscopia per via endoscopica.
Se la colonscopia virtuale si propone con un ruolo determinante nello
studio preoperatorio del colon neoplastico, il suo impiego nello screening
del tumore colorettale è tuttavia ancora in fase di discussione,
in relazione ai dati non definitivi dei lavori fino ad oggi pubblicati.
Il problema maggiore per il momento è legato al fatto che ha
un’ ottima sensibilità e specificità per polipi
uguali o superiori al centimetro, ma l’accuratezza diagnostica
si riduce al decrescere delle dimensioni degli stessi con una bassa
sensibilità per lesioni piatte. D’altra parte, è
una metodica non invasiva e ben tollerata dai pazienti, di rapida
esecuzione, priva di complicanze, con possibilità di visualizzare
tutto il colon nel 100% dei casi; caratteristiche queste ideale per
una procedura di screening.
E’
INDICATA LA COLONSCOPIA VIRTUALE PER LO STUDIO DEL MORBO DI CROHN
E DELLA RETTOCOLITE ULCEROSA (RCU)?
Se la maggior parte degli studi sulla Colonscopia virtuale sono stati
condotti per validarne l’utilità nel riconoscere la presenza
di lesioni polipoidi, altri, seppur non numerosi, hanno verificato
le potenzialità offerte dalla metodica nel campo della patologia
infiammatoria intestinale.
In particolare uno studio condotto in Ungheria ha dimostrato la capacità
della Colonscopia virtuale di fare diagnosi di malattia infiammatoria
cronica intestinale (IBD) individuando ispessimenti di parete,formazioni
pseudopolipoidi, scomparsa delle haustrature, ulcere profonde e stenosi
nei casi in cui la colonscopia classica era riuscita incompleta.
Per queste patologie e per il loro follow up la colonscopia tradizionale
con la possibilità di eseguire biopsie di parete rappresenta
il “gold standard”.
POSSONO
VERIFICARSI COMPLICANZE DURANTE L’ESECUZIONE DI UNA COLONSCOPIA
VIRTUALE?
La scarsa invasività della colonscopia virtuale rende l’esame
più sicuro con minimo pericolo di complicanze.
La letteratura mondiale riporta solo due casi di perforazione in corso
di colonscopia virtuale, entrambe riconducibili ad un’eccessiva
insufflazione d’aria.
Una riguardava una paziente affetta da rettocolite ulcerosa in trattamento
con terapia steroidea, l’altra un paziente sottoposto due settimane
prima a biopsia in corso di endoscopia.
Di contro le complicanze in corso di colonscopia tradizionale sono
attorno allo 0,1-0,9% e in corso di clisma opaco a doppio contrasto
di circa 0,02-0,2%.
QUALI
SONO I PRINCIPALI VANTAGGI DELLA COLONSCOPIA VIRTUALE RISPETTO ALLA
COLONSCOPIA ENDOSCOPICA CLASSICA?
1. Non è invasiva.
2. Non è frenata da ostacoli di parete
3. Fornisce informazioni anche sullo spazio tutt’intorno al
colon
QUALI
SONO INVECE I PRINCIPALI SVANTAGGI DELLA COLONSCOPIA VIRTUALE RISPETTO
ALLA COLONSCOPIA ENDOSCOPICA CLASSICA?
1. Non permette di eseguire biopsie.
2. Radiazioni ionizzanti.
E'
VERO CHE LA QUANTITA' DI RADIAZIONI CEDUTE DURANTE UNA COLONSCOPIA
VIRTUALE E' DI 200 VOLTE SUPERIORE A QUELLA DI UNA RADIOGRAFIA DEL
TORACE? (Dr.Vittorio
Corsetti Ambulatori Oncologici Raphael)
Anche
se in realtà credo sia poco sensato paragonare un esame mirato
ad un dato distretto corporeo (colon) con uno che ha lo scopo di valutare
niente più che la trasparenza polmonare. Di questo passo allora
bisognerebbe dire che una urografia comporta una dose 125 volte maggiore
di quella di un Rx Torace ed un Rx morfometrico del rachide una dose
130 volte maggiore.
La colonscopia virtuale è una TC: quindi partiamo dal presupposto
che una TC addome eroga una dose radiante (la terminologia non è
strettamente corretta in fatto di Fisica sanitaria, ma tanto per capirci…)
mediamente di 7,8 mSv. La radiografia del torace eroga una dose di
0,02 mSv. La proporzione è quindi presto fatta.
E' stato calcolato come la dose media assorbita durante una colonscopia
virtuale eseguita (sempre!) nel duplice decubito sia pari a 8,8 mSv
(Van Gelder, Radiology 2002), equivalente a 440 radiogrammi del torace.
Ecco, come dato collaterale, devo dirLe che un clisma opaco a doppio
contrasto eseguito in modo accademico comporta un'esposizione di 10
mSv.
In sostanza, una colon-TC non espone più di un clisma
opaco (è questa la comparazione più corretta) e offre,
al contrario, informazioni assai più accurate.
Oggi tuttavia sono stati proposti e si attuano protocolli di colon-TC
low-dose o addirittura ultralow-dose per ridurre sensibilmente la
dose ( Hara, 2001; Macari, 2002; Van Gelder, 2002; Iannaccone, 2003).
La qualità d'immagine è sovrapponibile; peggiora lievemente,
invece, la valutazione degli organi extracolici che però, come
Lei capisce, è del tutto insignificante (si vuole poter valutare
il connettivo-adiposo pericolico, non certo la struttura di fegato
e pancreas, peraltro senza m.d.c. ev!).
Il gruppo di studio dell'Università di Roma (Iannaccone R,
Laghi A, et al. Eur Radiol, 2003; Radiology, 2003), uno dei migliori
d'Europa (in molti stati degli Stati Uniti la colon-TC "lowdose"
è già entrata a far parte come metodica dei programmi
di screening) propone protocolli ad ultralow-dose con esposizioni
di 1,8 mSv per i maschi e 2,3 mSv per le donne. Tale protocollo, un'anno
fa, è stato recepito dall'European Society of Gastrointestinal
and Abdominal Radiology (ESGAR).
A Cremona utilizzo protocolli a bassa dose (intorno ai 4 mSv, equivalenti
a 200 rx torace) e sto portando avanti un lavoro per una tesi per
la modulazione della dose erogata in rapporto al peso del soggetto
(pz magro dose ulteriormente ridotta).
Ma quanto è il "peso" di una dose del genere?
Tenga conto che la dose annuale di radiazione terrestre per ognuno
di noi è di 2,6 mSv (130 Rx torace); per il personale viaggiante
su aerei è di circa 3,9 mSv/anno.
Aumenta il rischio di cancro? Questo si riporta un articolo su Gastroenterology
2008 "Screening and Surveillance for the Early Detection of Colorectal
Cancer and Adenomatous Polyps, 2008: A Joint Guideline From the American
Cancer Society, the US Multi-Society Task Force on Colorectal Cancer,
and the American College of Radiology":
…Using the linear, no-threshold radiation-risk estimate, a CTC
examination in a 50-year-old individual with an estimated organ dose
to the colon of 7 to 13 mSv (65 mAs) is estimated to add an additional
0.044% to the lifetime risk of colon cancer. Because organ radiosensitivity
declines with increasing age, this organ dose is halved for the same
examination taking place at age 70 years. In this same evaluation,
the additional lifetime risk of cancer in any site associated with
a single CTC examination at age 50 years was 0.14%, although the authors
stated with optimized techniques this risk could be reduced by a factor
of 5- to10-fold.
E qui si parla di una Colon-Tc a dose piena, come se fosse una TC
eseguita per un fegato...ma, come le dicevo, la direzione assunta
dimezza e più le dosi erogate.
Questo, in breve, è ciò che concerne l'aspetto dosimetrico,
che ovviamente entra in gioco assieme a discomfort, co-morbilità
(rischio di perforazione), accuratezza diagnostica etc. etc. nella
scelta delle armi diagnostiche.
COME PRENOTARE UNA COLOSCOPIA VIRTUALE ALL’OSPEDALE
MAGGIORE DI CREMONA?
Muniti di regolare ricetta di richiesta da parte del medico di famiglia
ci si rivolge allo sportello di “prenotazione
TAC” (sig.ra Marisa) del reparto di Radiologia (1° piano).
Qui il personale addetto verifica la correttezza dell’indicazione
clinica all’esame (che deve sempre essere riportata, pena la
non accettazione) e consegna al paziente un foglio con lo schema della
preparazione intestinale ed una confezione di “Gastrografin”
da utilizzarsi nel corso della preparazione stessa (vedi
sopra).
Il paziente lascia quindi un recapito telefonico al quale la Segreteria
della Radiologia successivamente comunicherà data ed orario
dell’effettuazione della colonscopia virtuale.
Non vi sono giorni fissi della settimana per l’esecuzione di
questi esami in quanto dipende dalla disponibilità di apparecchiature
e di medici.
Si puntualizza infine come non utilizzando il mezzo di contrasto endovenoso
non è richiesto il preventivo dosaggio di creatininemia e glicemia
come per le altre TAC con m.d.c.
A
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